EDR vs XDR: differenza e soluzione migliore
- Vigilia Cyber Team
- 13 nov 2025
- Tempo di lettura: 5 min
Aggiornamento: 1 dic 2025
Il dilemma delle PMI italiane: proteggere gli endpoint nell'era della complessità
Quando un'azienda manifatturiera lombarda ci ha contattati dopo aver scoperto un malware sui propri computer, la prima domanda del loro IT manager è stata: "Abbiamo un antivirus enterprise, come è potuto succedere?"
La risposta è semplice: gli antivirus tradizionali non bastano più. Ma la soluzione non è così immediata. Tra sigle come EDR, XDR, MDR e promesse di protezione "automatica", le PMI italiane si trovano a navigare in un mare di offerte tecniche senza una bussola chiara.
EDR: Endpoint Detection and Response
Cosa fa un EDR
Un EDR (Endpoint Detection and Response) è una soluzione di sicurezza che monitora continuamente i dispositivi aziendali—computer, server, laptop—alla ricerca di comportamenti sospetti o dannosi.
A differenza di un antivirus tradizionale che cerca "firme" di malware conosciuti, l'EDR analizza il comportamento dei processi:
Un file Excel che improvvisamente tenta di modificare il registro di sistema
Un processo che cripta rapidamente centinaia di file (tipico del ransomware)
Un accesso anomalo a cartelle sensibili fuori dall'orario lavorativo
Esempio concreto: Un dipendente apre una fattura PDF infetta. L'antivirus non rileva nulla perché il malware è nuovo. L'EDR, invece, nota che dopo l'apertura del PDF, un processo sconosciuto sta tentando di connettersi a un server esterno e blocca l'attività.
I limiti dell'EDR per le PMI
L'EDR protegge solo gli endpoint fisici: PC, server, workstation.
Non vede cosa accade su:
Email (Microsoft 365, Gmail)
Applicazioni cloud (Salesforce, ERP cloud)
Firewall e traffico di rete
Identità e accessi (Active Directory, SSO)
Questo significa che un attacco che entra via email di phishing, compromette credenziali Office 365 e poi si muove lateralmente sulla rete, potrebbe non essere rilevato fino a quando non tocca un endpoint.
XDR: eXtended Detection and Response
L'evoluzione necessaria
L'XDR (eXtended Detection and Response) nasce proprio per superare i limiti dell'EDR. Non è semplicemente "un EDR migliore", ma una piattaforma integrata che correla eventi da molteplici fonti:
Endpoint (come l'EDR)
Email e collaboration tools (Office 365, Google Workspace)
Rete (firewall, proxy, traffico interno)
Cloud (workload AWS, Azure, applicazioni SaaS)
Identità (Active Directory, tentativi di login, escalation privilegi)
Il valore della correlazione
Immaginate questo scenario reale:
Ore 9:15 - Un dipendente riceve un'email di phishing e clicca su un link
Ore 9:18 - Le credenziali Office 365 vengono compromesse (login da IP rumeno)
Ore 11:30 - L'attaccante accede alla mailbox e invia email interne con link malevoli
Ore 14:45 - Un collega clicca sul link e scarica un payload sul proprio PC
Con un EDR tradizionale: Rilevate solo l'attività malevola al punto 4, quando il malware è già sul PC.
Con un XDR: L'anomalia viene rilevata al punto 2 (login geograficamente impossibile), correlata con l'email di phishing (punto 1), e l'intera catena di attacco viene bloccata prima che raggiunga gli endpoint.
Le differenze che contano per una PMI
Quale soluzione per quale azienda?
Scegliete un EDR se:
La maggior parte dei vostri dati e applicazioni sono ancora on-premise
Avete un team IT interno con competenze di security o affidate il monitoraggio a un SOC esterno
Il budget è limitato e volete iniziare con una protezione "base" ma moderna
Utilizzate il cloud solo marginalmente (poche mailbox Office 365, nessun ERP cloud)
Scegliete un XDR se:
Avete migrato o state migrando verso il cloud (Office 365, Google Workspace, ERP cloud)
Lavorate in modalità ibrida/remota con dati distribuiti su più piattaforme
Subite tentativi di phishing frequenti o operate in settori a rischio (finance, healthcare, manifattura strategica)
Volete una visibilità unificata su tutta la vostra infrastruttura digitale
Il mito pericoloso del "plug and play"
Le soluzioni automatiche non esistono
Molti vendor promettono EDR "che si installano e si dimenticano", con "intelligenza artificiale che blocca tutto automaticamente". Questa è una narrativa pericolosa per le PMI.
La realtà che vediamo ogni giorno sul campo è diversa:
1. Gli alert richiedono analisi umana - Un EDR genera decine, a volte centinaia di alert giornalieri. Quali sono falsi positivi? Quali richiedono azione immediata? Un software non può decidere da solo se il fatto che il CFO acceda ai file contabili alle 23:00 di domenica è legittimo o un account compromesso.
2. Le regole vanno personalizzate - Ogni azienda ha comportamenti legittimi che per altre sarebbero anomali. Un'azienda manifatturiera che lavora su tre turni ha pattern di accesso completamente diversi da uno studio legale. L'EDR va tarato sul vostro contesto.
3. La risposta agli incidenti non è automatica - Quando l'EDR rileva un ransomware in esecuzione, cosa fa? Lo blocca (rischiando di corrompere dati)? Isola la macchina (bloccando la produzione)? Serve un decisore umano esperto che valuti il contesto e agisca di conseguenza.
4. Le minacce evolvono continuamente - Gli attaccanti studiano le soluzioni EDR più diffuse e sviluppano tecniche per aggirarle. Senza threat intelligence aggiornata e tuning continuo, l'EDR diventa cieco in pochi mesi.
La sfida invisibile: i vostri dati sono già nel cloud
Il cambiamento silenzioso
Mentre molte PMI italiane pensano ancora di avere "tutto on-premise", la realtà è che i dati aziendali più critici sono già migrati nel cloud, spesso senza una strategia di sicurezza adeguata.
Dove sono realmente i vostri dati oggi?
Email: Office 365 o Google Workspace (contratti, preventivi, dati clienti)
Documenti: SharePoint, OneDrive, Google Drive (progetti, documentazione tecnica)
Comunicazioni: Teams, Slack (conversazioni spesso con informazioni sensibili)
Gestionale/ERP: SaaS o hosting cloud (il cuore dell'azienda)
CRM: Salesforce, HubSpot (database clienti completo)
Backup: Spesso su cloud (Azure, AWS, Veeam Cloud)
Il vostro EDR, che protegge i PC, non vedrà nulla di tutto questo. Perché l'attacco non tocca mai un endpoint fisico, si muove interamente dentro Microsoft 365.
Office 365 e Google Workspace non sono "sicuri di default"
Molti pensano: "Microsoft è una grande azienda, saranno sicuri". Vero, ma solo in parte:
Microsoft protegge la piattaforma (i loro datacenter, la disponibilità del servizio)
Non protegge i vostri dati da accessi non autorizzati, phishing, account compromessi, ransomware via SharePoint
È il modello di responsabilità condivisa: Microsoft garantisce che il servizio funzioni, voi dovete garantire che sia usato in modo sicuro.
Cosa serve davvero
Per proteggere gli ambienti cloud serve:
Monitoraggio continuo degli accessi: login anomali, accessi geograficamente impossibili, accessi fuori orario
Analisi comportamentale sulle caselle email: pattern di invio anomali, forwarding automatici sospetti
Protezione avanzata dei documenti: chi scarica massivamente file, chi modifica file sensibili
Correlazione con gli endpoint: collegare un'email di phishing con un successivo malware sul PC
Questo è esattamente ciò che fa un XDR: estende la visibilità EDR tradizionale anche agli ambienti cloud, creando una protezione olistica.
Conclusione: tecnologia sì, ma con gli occhi giusti
La domanda non è solo "EDR o XDR?", ma "Chi monitora, analizza e risponde?"
La verità scomoda per molte PMI italiane è che:
Una soluzione EDR senza monitoraggio continuo è come un allarme che nessuno ascolta
Un XDR senza competenze per interpretarlo è uno spreco di investimento
Il cloud richiede una protezione dedicata che gli strumenti tradizionali non offrono
La soluzione: tecnologia + competenza
In Vigilia Cyber lavoriamo con PMI che hanno esattamente queste sfide: budget limitati, personale IT già sovraccarico, infrastrutture ibride (metà on-premise, metà cloud), dati sempre più su Office 365 e Google Workspace.
Il nostro approccio è pragmatico:
Valutazione del contesto: dove sono i vostri dati? Come lavorate? Quali sono i rischi reali?
Soluzione su misura: EDR per alcuni, XDR per altri, sempre con monitoraggio gestito 24/7
Estensione al cloud: protezione nativa di Office 365, Google Workspace, applicazioni SaaS
Risposta rapida: non solo alert, ma azioni concrete per contenere gli incidenti
Perché un EDR o un XDR, da solo, non basta. Serve qualcuno che lo guardi, lo capisca e agisca. Ogni giorno, ogni notte, ogni festivo.
---wix---





Commenti